L'ACQUISTO DELLA PROPRIETA' DA PARTE DEI TOMBESI

discendenti di Luigi (1784-1856)

 

Nel 1912 Tombesi Agostino, ventottenne, capofamiglia (il padre Giovanbattista era morto l'anno prima), insieme a suo cognato Tasso Nazzareno, trentaduenne, decisero di inoltrare richiesta di acquisto del terreno in cui era mezzadro lo stesso Tombesi, unitamente alla sua famiglia, intestato all'Ospedale Civico di Urbisaglia, proprietà dell'Opera Pia di Vecchi e Cronici.

Il terreno misurava ha. 8.20.90, come risultava dalla perizia redatta sin dal 1878 dall'ing. Filippucci.

Nazzareno Tasso e suo fratello Giovanni di 33 anni erano anch'essi agricoltori nel terreno posto sulla collina di fronte a quella dei Tombesi.

Le famiglie Tasso e Tombesi erano legate da intrecci di parentela:

  • Giovanni  Tasso (capofamiglia) nel 1908 aveva sposato Virginia Tombesi, sicché i cinque fratelli Tombesi divennero cognati dei quattro fratelli Tasso;

  • Santina Tasso nel 1904 aveva sposato Tombesi Giuseppe. Giuseppe era cugino di 1° grado dei sei fratelli Tombesi.

  • Nazzareno Tasso aveva sposato Messi Assunta, figlia di Costantino ed altra Tombesi Virginia (figlia di Paolo Tombesi e Lorenzetti Annunziata residenti a S.M. Del Monte);

 

 

L'INTRECCIO DI PARENTELA TRA I TOMBESI E I TASSO

                                       

Tombesi Virginia

               

Tasso David

     

Tombesi David

   

Tombesi Giovanbattista

         
                                                         
                                                             
                                                                         
                   
  Tasso Enrica   Bacaloni Enrico   Tasso Alessandro Tasso Nazzareno Messi Assunta   Tasso Santina Tombesi Giuseppe   Tasso Giovanni Tombesi Virginia   Tombesi Agostino   Tombesi Nazzareno   Tombesi Umberto   Tombesi Marino   Tombesi Cesare
 

coniugi

     

coniugi

 

coniugi

   

coniugi

                             
  1       2 3     4     5 1   2   3   4   5   6

 

Il prezzo offerto per l'acquisto era di lire 35.000.

Il 13 Gennaio 1913, la commissione dell'Amministrazione Speciale OPERE PIE BUCCOLINI di Urbisaglia si è riunita in seconda convocazione, affine di deliberare gli oggetti contenuti all'ordine del giorno deliberando di accogliere la domanda di Tasso Nazzareno e Tombesi Agostino.

 

 

 

 

Il 21 Febbraio 1914, alla vigilia della 1a guerra mondiale, con atto a rogito notaro Federico Sorbatti, registrato a Sarnano il 19 marzo 1914 al n. 369, l'Ospedale Civico di Urbisaglia vende:

  • a TASSO Nazzareno e Giovanni, di David, la quota di 1/2:

  • a TOMBESI Agostino, Nazzareno, Marino, Umberto e Cesare, fu Giovanni, la restante quota di 1/2

dei seguenti beni:

  • in Macerata, S. Maria Delle Vergini, al foglio 370 le particelle: 810, 811, 812 e 817, per complessive tavole 82,09 di terreno, con casa colonica.

....

Ritenuto che il pagamento della somma anzidetta si farebbe nel presente modo £ 15.000 nell'atto della stipulazione dell'istromento e le restanti lire 20.000 nel termine di 15 anni (e forse in termine più breve) con la corrisponsione dell'interessi scalari 4 per % al netto di R.a Mobile (Imposta sulla Richezza Mobile in vigore dal1864 al 1973) fino all'estinzione con l'ipoteca legale sul fondo fino al completo pagamento del debito.

Considerato che il prezzo offerto è conveniente ed accettabile tenuto conto che il valore peritale del fondo in £ 17.344,80 verrebbe aumentato di £ 17.655,20 ossia più della metà.

Considerato altresì che nell'anno 1911 fu venduto un lotto di quercie di detto terreno ritraendosi la somma di £ 2.210,25

...

     

tavole

810 intera seminit.arb. 11.28
811 intera casa colonica 0,74
812 intera seminat.vitato 68,44
817 intera   1,63
   

TOTALE

82,09

Secondo la pubblicazione dell'Istituto Centrale di Statistica, "Misure locali per le superfici agrarie" IIa Edizione (1950), nel comune di Loro Piceno una Coppa equivale a 2 Tavole (la Tavola non è riportata nel comune di Macerata)

Quindi si avrà che la superficie totale acquistata è di 41,045 Coppe.

Poiché una Coppa equivale ad are 20, sia nel comune di Macerata che in quello di Loro Piceno, si può concludere che acquistarono:
 
41,045 x 20 = 820,90 are, pari a ettari 8.20.90
 
Allo stesso risultato si perviene qualora si consideri che la Tavola nelle Marche equivaleva a 1.000 mq.
 
82,09 x 1.000 = 82.090 mq, cioè 8ha, 20a, 90ca

 

 
 
 
 

La trascrizione dell'acquisto al Catasto

 

 

Con voltura n. 187 del 1914, il terreno venne così frazionato:

 

     

tavole

810 resto seminit.arb. 9,21
  1658    "        " 2,07
811 resto casa colonica 0,62
  1659   "         " 0,12
812 resto seminat.vitato 38,16
  1660    "           " 29,51
  1661    "           " 0,77
817 intera   1,63
   

TOTALE

82,09

 

 

 

FRAZIONAMENTO DEL 1914

E successivamente venne assegnato:

A Tasso Nazzareno e Giovanni, di David, partita 2377:

 

     

tavole

810 resto seminit.arb. 9,21
  1660    "           " 29,51
817 intera   1,63
   

TOTALE

40,35

 

 

 
 
A Tasso Nazzareno & Giovanni

 

 

A Tombesi Agostino, Nazzareno, Umberto, Marino e Cesare, partita 2378:

     

tavole

  1658  seminit.arb. 2,07
  1659  stralcio di corte 0,12
812 resto seminat.vitato 38,16
   

TOTALE

40.35

La particella 811 (resto), relativa la casa colonica, e la 1661, risultante dal frazionamento della 812, quale corte a servizio della stessa casa colonica,

     

tavole

811 resto casa colonica 0,62
812 1661  seminat.vitato 0,77
   

TOTALE

1.39

 non vennero assegnate e rimasero cointestate tra gli acquirenti.

 

A Tombesi Agostino, Nazzareno, Umberto, Marino e Cesare 

PERMUTA

Successivamente con atto Stelluti-Scala del 13 Aprile 1921 registrato a Macerata il 20-04-1921 al n. 1231, a seguito di permuta, vennero assegnate da un lato a Tombesi Nazzareno e agli altri fratelli in vita, con voltura n. 691 del 1921 la casa colonica e la corte, come segue:

     

tavole

811 resto casa colonica 0,62
812 1661  seminat.vitato 0,77
   

TOTALE

1.39

e dall'altro lato a Tasso Giovanni e Nazzareno la particella di terra 1691, stralciata sulla 812 di proprietà dei Tombesi:

     

tavole

812 1691  seminat.vitato 7,91
   

TOTALE

7,91

PERMUTA:

 

Conseguentemente le due proprietà risultarono così formate:

 

TASSO NAZZARENO E GIOVANNI

Tavole

810 resto seminit.arb. 9,21
  1660    "           " 29,51
817 intera   1,63
812 1691  seminat.vitato 7,91
   

TOTALE

48,26

 

TOMBESI AGOSTINO E FRATELLI

Tavole

811 resto casa colonica 0,62
812 1661  seminat.vitato 0,77
  1658  seminit.arb. 2,07
  1659  stralcio di corte 0,12
812 resto seminat.vitato 30,25
   

TOTALE

33.83

 

A quel punto la divisione poteva considerarsi conclusa, risultando:

     

tavole

A Tasso Giovanni e Nazzareno

48,26

A Tombesi Agostino, Nazzareno, Umberto, Marino e Cesare

33,83

TOTALE

82,09
 

 

 

Successivamente i fratelli Tasso vendettero la particella 810 a Pieroni Giuseppe e Bruno e le particelle 1660 e 817 a Coppari Giovanni, disfacendosi del bene.

Intorno agli anni '60, Pieroni Giuseppe e Bruno vendettero la particella 810 a Pennesi Giuseppe e Tombesi Agostino vendette un piccolo lotto fronte strada a Benedetti Giulio.

Negli ani successivi Coppari Giovanni cedette a Bacaloni Guido, figlio di Enrica Tasso,  le particelle 1660 e 817.

L'attuale situazione (2025) è riportata nella mappa a fianco.

  

 

 

Della proprietà rimasta ai Tombesi

 

A seguito della morte di Agostino Tombesi, avvenuta l'11 ottobre 1919, la proprietà, ancora cointestata tra i sei fratelli, risultò così divisa:

Voltura n. 265/1920 in morte di Tombesi Agostino defunto l'11 ottobre 1919
denunzia n. 61 vol. 156
chiamati alla successione Proprietà Usufrutto
Tasso Nazzareno 35 35
Tasso Giovanni
Tombesi Nazzareno 7 7
Tombesi Marino 7 7
Tombesi Umberto 7 7
Tombesi Cesare 7 7
Tombesi Ofelia 7 6
Tombesi Perseo
Tombesi Mario
Tombesi Augusta
Tombesi Morina
Branciari Enrica 0 1
  70 70

Dalla voltura emerge che alla Sig.ra Branciari Enrica, coniuge del de cuius Tombesi Agostino, spettò solo l'usufrutto di 1/70 esimo dell'intera proprietà.

Il codice civile del 1865 – aderiva alla visione patriarcale della famiglia, intesa come la principale unità produttiva a fondamento dell’economia, delineando sostanzialmente un assetto normativo finalizzato ad evitare il frazionamento del patrimonio familiare.

Si attribuiva al coniuge superstite solo il diritto reale di usufrutto di metà ovvero di un terzo del patrimonio ereditario – in presenza rispettivamente di uno o più figli.

Solo con la riforma del 1975 al coniuge superstite vene accordata una “supertutela in qualità di erede legittimo”.

Emerge, anche, che tra i chiamati a succedere non figura l'ultimo figlio del de cuis, Agostino (Ninì)  che vedrà la luce il 27 giugno 1920.

Bisognava, pertanto, rettificare la denuncia successoria, includendo il figlio Agostino ed, eventualmente, dividere la proprietà tra loro figli e la madre Branciari Enrica, che era stata estromessa per legge dalla successione.

Si deve notare che tutti i figli assegnatari erano minorenni ed Enrica non avrebbe potuto liberamente disporre dei loro beni.

 

 

LA DIVISIONE TRA I FIGLI E LA MOGLIE DI AGOSTINO

Con atto a Rogito notaio Francesco Stelluti Scala del 13 Aprile 1921, reg. a Macerata il 20 Aprile 1921 al n. 1231, i fratelli di Agostino Nazzareno, Marino, Umberto e Cesare rinunciarono alla loro quota ereditaria (probabilmente compensati con le attività di legate al commercio di vino e le c.d. cantine che i Tombesi gestivano al centro di Macerata) e la proprietà di tavole 33,83, in cui insisteva anche la casa colonica, venne così assegnata:

 

Voltura n. 691/1921
Divisione atto Stelluti Scala del 13 aprile 1921
  Proprietà Usufrutto
Tombesi Ofelia 21 20
Tombesi Perseo
Tombesi Mario
Tombesi Augusta
Tombesi Morina
Tombesi Agostino
Branciari Enrica 7 8
  28 28

 

Quindi 3/4 (21/28) della proprietà venne assegnata ai figli ed 1/4 (7/28) alla moglie.

Successivamente il fratello Mario e le sorelle Ofelia, Augusta e Amorina, ognuno titolare di 1/8 dell'intera proprietà indivisa, vennero liquidati e le loro quote andarono in accrescimento di quelle possedute dai fratelli Giovanni ed Agostino che, conseguentemente, risultarono titolari di 6/8 (3/4) della proprietà, mentre i restanti 2/8 (1/4)  rimasero alla madre Branciari Enrica.

La proprietà risultava così cointestata tra i due fratelli Giovanni ed Agostino e la loro madre Enrica in forma indivisa.

La divisione tra Perseo e Ninì

 

Giovanni Tombesi (Perseo), con atto notaio Alceo Giustozzi del 6 ottobre 1949, rep. 1048, vergato presso lo studio Marchesini di Macerata, esce dalla comunione dei beni che aveva con il fratello Agostino e la madre Enrica.

Premesso che alla pagina 1569 del catasto terreni di Macerata a Tombesi Giovanni ed Agostino, fu Agostino proprietari per 3/4 e Branciari Enrica, ved. Tombesi, proprietaria di 1/4 è intestato il terreno con casa colonica distinto al foglio 81, con le particelle 8 e 9 della superficie di ettari 3 are 53 e centiare 60 ...

 
BRANCIARI ENRICA, TOMBESI GIOVANNI ED AGOSTINO.
Foglio Particella  

Ha

Redd. Dom.

Redd.Agrario
81 8        
  9        
      3.53.60 2.207,40 882,96

... omissis

a stralcio di quota e a tacitazione di ogni diritto sull'immobile comune, a Tombesi Giovanni che accetta, si assegna:

 

 

TOMBESI GIOVANNI.
Foglio Particella  

Ha

Redd. Dom.

Redd.Agrario
81 8/b        
  9/a        
      1.76.80 1.117,35 446,94

 

oltre metà della casa colonica, come descritta in atto. In pratica la metà dell'intera proprietà.

 

 

mentre Tombesi Agostino e Branciari Enrica che accettano rimangono in comune ed indivisi sulla restante proprietà rustica come detto e così rappresentata in catasto secondo i rispettivi diritti:

 

TOMBESI AGOSTINO & BRANCIARI ENRICA
Foglio Particella  

Ha

Redd. Dom.

Redd.Agrario
81 8/a        
  9/b        
      1.76.80 1.090,05 436,02

 

oltre l'altra metà della casa colonica, come descritta in atto. In pratica l'altra metà dell'intera proprietà.

Alla divisione parteciparono il fratello Mario e le sorelle Ofelia, Augusta e Amorina che confermarono le risultanze dell'atto, anche a titolo transattivo.

L'intervento dei fratelli si rese necessario in quanto dovendo la divisione costituire a tutti gli effetti anche una sistemazione famigliare, restava pericolosamente in capo alla madre Branciari Enrica 1/8 della proprietà indivisa tra il figlio Agostino e se stessa, che sarebbe caduto in successione alla sua morte.

Ed infatti, alla morte di Enrica avvenuta il 7 marzo 1967, gli altri fratelli rinunciarono alla successione dei beni della loro defunta madre non senza polemiche, accampando pretese varie tra l'altre per "fare del bene alla madre", tradotto far dire messe a suffragio.

Ma quanto sarebbe spettato ad ogni figlio se non fossero intervenuti anche a titolo transattivo?

Enrica possedeva 1/4 del tutto, ovvero 2/8 del tutto, mentre gli altri 6 figli possedevano 1/8 ciascuno.

Con lo stralcio della quota al figlio Giovanni del 50%, le è rimasto 1/2 dei sui 2/8, cioè 1/8 (un ottavo).

Enrica avrebbe potuto dare la quota della sua disponibile al figlio Agostino, con cui ha trascorso l'ultima parte della sua vita. Qualora 'avesse fatto 1/4 di 2/8 cioè 1/16 esimo dell'intera proprietà sarebbe passato ad Agostino (il 6,25%).

I restanti 3/4 di 2/8, cioè 1/8 sarebbe stato diviso tra tutti i sei figli, toccando ad ognuno 1/48 esimo (circa il 2,083%).